venerdì 31 luglio 2009

NON C'E' PEGGIOR SORDO DI CHI... E' SORDO VERAMENTE!


Ho trovato questo articolo in internet che, a prima vista, mi ha fatto sorridere!

Non avevo mai preso in considerazione l'ipotesi che nel mio futuro lavoro potessero servire tappi per le orecchie! Bambini rumorosi o strutture inadeguate?!...

"Le maestre d’asilo lamentano l’incolumità del loro udito e reclamano l’utilizzo dei tappi per le orecchie per arginare il rumore dei bambini che giocano nei saloni. Troppo rumore negli asili e il Comune fornisce i tappi per le orecchie alle maestre.

Un curioso provvedimento, che nasce dalle indagini audiometriche, i cui risultati hanno attestato che in alcuni momenti della giornata, nelle scuole materne, viene superata la soglia dei decibel consentita negli ambienti di lavoro.

E’ accaduto a Ravenna nell’asilo comunale “Il Gabbiano”, in cui pare che nelle classi siano presenti numerose superfici riflettenti, che aumentano il riverbero delle onde sonore.

Secondo il Comune esisterebbe un rischio di danneggiare l’udito esclusivamente per le insegnanti perché sottoposte a decenni di permanenza nell’ambiente di lavoro. La decisione di fornire gli otoprotettori alle insegnanti è stata presa la fine dello scorso anno dopo alcune segnalazioni da parte degli stessi dipendenti. Le maestre ora saranno sottoposte a visite periodiche che prevedono il controllo audiometrico.

I sindacati non sono d’accordo e parlano di provvedimenti tamponi e dell’applicazione di pannelli fono assorbenti per evitare che le insegnanti non riescano a sentire i bambini in caso di emergenza.

IL SAGGIO DICE:“ non c’è peggior sordo di chi … è sordo veramente!”

giovedì 30 luglio 2009

TRAIN THE BRAIN


L'esercizo fisico è importante soprattutto quando si ha una certa età e si tende ad avere una vita sedentaria.

La stessa cosa vale per il cervello: con l'esercizio mentale, infatti, non si è solo più vivaci e attivi intellettualmente ma si può combattere anche il deterioramento delle funzioni cerebrali (demenza senile).

Sono stata piacevolmente colpita dopo aver sentito parlare del "TRAIN THE BRAIN", una nuova ricerca portata avanti dall'istituto di neuro - scienze di Pisa, il cui scopo è quello di fermare o invertire il cammino verso la demenza di alcune persone facendo loro vivere una vita più ricca di stimoli.

Si parla di riserva cognitiva: più un cervello viene usato e stimolato, più è protetto dagli effetti della vecchiaia.

I ricercatori selezioneranno ottanta anziani con deficit cognitivi lievi e li sottoporranno per sette mesi ad una serie di attività che forniranno loro stimoli giusti: esercizi di memoria, enigmistica, attenzione, apprendimento, lettura, analisi di immagini... il tutto in un contesto di gioco e relazioni sociali.

Per questo ascolteranno musica, leggeranno giornali, guarderanno film e poi ne parleranno assieme.

Se, nella terza età, quando la capacità di riorganizzarsi del cervello diminuisce naturalmente non si hanno abbastanza stimoli magari a causa della solitudine, della mancanza di un'occupazione o di un interesse vitale nei confronti del mondo, il cervello può scivolare verso la demenza.

E oggi, che la vecchiaia può durare anche parecchi anni, questo avviene più spesso che in passato.

Se questo programma di allenamento sperimentato a Pisa dimostrerà di prevenire la demenza senile, il risparmio in termini sociali, umani ed economici sarebbe quasi incalcolabile.

"Train the brain" rappresenta un nuovo approccio per la medicina: agire sull'ambiente in cui viviamo perchè l'organismo si mantenga in salute da solo.

Per tutti noi questi studi sono, invece, stimolo a guardare alla vecchiaia non come ad un periodo di riposo e di ritiro dal mondo ma, al contrario, età caratterizzata da nuovi interessi, attività e rinnovati affetti.

Una vita più ricca non è solo una vita migliore ma anche più sana!

venerdì 23 gennaio 2009

IL SEGRETO DELLA BILANCIA


Per molti questa rimarrà solo una bella fiaba.... ma se un domani incontrete, nel vostro lavoro di educatori, un ammalato che sa sorridere, un infelice capace di gioire, un handicappato che ha fiducia nella vita, ricordatevelo: probabilmente avete incontrato qualcuno che conosce il segreto della bilancia.

...Un uomo gravemente ammalato fu accolto in una comunità e messo in una grande stanza insieme a molti altri ammalati. Ma poco dopo essere deposto sul suo giaciglio, chiamò a gran voce il superiore. "In che luogo mi avete portato?", protestò.
"Le persone che ho dintorno ridono e scherzano come bambini! Non sono certe ammalate come me!".

"A dire la verità lo sono molto più di lei!", rispose il superiore, "ma hanno scoperto un segreto, che oggi pochissimi conoscono o che, pur conoscendolo, non ci credono più".
"Quale segreto?", domandò l'uomo.

"Questo!", rispose un anziano dal letto confinante.
Estrasse dal comodino una piccola bilancia, prese un sassolino e lo depose su un piatto; subito l'altro si alzò.
"Che stai facendo?", chiese l'uomo."Ti sto mostrando il segreto! Questa bilancia rappresenta il legame che esiste fra uomo e uomo. Il sassolino è il tuo dolore che ora ti abbatte.Ma mentre abbatte te, solleva l'altro piatto della bilancia permettendo ad un altro di gioire. Gioia e dolore si tengono sempre per mano. Ma bisogna che il dolore sia offerto, non tenuto per sé; allora fa diventare come bambini e fa fiorire il sorriso anche in punto di morte".
"Nessuna scienza giustifica quello che tu dici!", fu la riflessione dell'uomo.
"Appunto per questo c'è in giro tanto dolore vissuto con amarezza. Perché non entri anche tu nella bilancia dell'amore?".


L'uomo accettò la strana proposta. E fu così che, quando guarito, rivisse istanti di gioia e non poté non pensare alla sofferenza degli altri.


In quel momento si sentì legato agli uomini di tutto il mondo da un sottile filo d'oro...

Anche la relazione educativa è un continuo scambio io/tu. L'io ha sempre bisogno di un tu per costruire una propria soggettività e realizzare il proprio progetto di vita, ed è in questa relazione che si impara a trovare il nostro "giusto equilibrio".

ASCOLTAMI CON GLI OCCHI


"Una giovane mamma, in cucina, preparava la cena, con la mente totalmente concentrata su ciò che stava facendo:preparare le patatine fritte. Stava lavorando sodo, proprio per preparare un piatto che i bambini avrebbero apprezzato molto. Le patatine fritte erano il piatto preferito dai bambini. Il bambino più piccolo, di quattro anni, aveva avuto un’intensa giornata alla scuola materna e raccontava alla mamma quello che aveva visto e fatto. La mamma gli rispondeva distrattamente con monosillabi e borbottii. Qualche istante dopo, si sentì tirare la gonna e udì:"Mamma...". La donna accennò di sì col capo e borbottò anche qualche parola. Sentì altri strattoni alla gonna e di nuovo:"Mamma...". Gli rispose ancora una volta brevemente, e continuò imperterrita a sbucciare le patate. Passarono cinque minuti. Il bambino si attaccò alla gonna della mamma e la strattonò.a tal punto che la donna fu costretta a chinarsi verso il figlio. Il bambino le prese il volto fra le manine paffute, lo portò davanti al proprio viso e disse:"Mamma, ascoltami con gli occhi!".
Udire è raccogliere un’informazione; ascoltare è essere attento ad un’altra persona. Ascoltare qualcuno con gli occhi significa dirgli:"Tu sei importante per me!".

Anche il buon educatore, quindi, deve saper attuare un tipo ti ascolto empatico che prevede una vicinanza emotiva con l'altro, segnalazione della propria disponibilità e capacità di restituzione dei significati emersi.

martedì 13 gennaio 2009

MUSICA A COLORI


Sono restata piacevolmente sorpresa dall'invenzione di questo nuovo strumento che, finalmente, permetterà ai ciechi di vedere i colori...e tutto questo grazie alla musica!

Si tratta di un piccolo computer, messo a punto dagli scienziati dell’Università delle Baleari, il cui compito è quello di raccontare, con i suoni, i colori ai bambini non vedenti.

Il dispositivo è ancora in via sperimentale ed è in grado di tradurre in note musicali le varie tonalità di colore superando, in tal modo, il problema della soggettività delle interpretazioni facendo leva su quelle più “comuni”: i suoni gravi richiamano ad esempio i colori scuri e i suoni acuti quelli chiari.

Pur trattandosi di un'invenzione recente, furono molti i tentativi di connubio tra la sensazione uditiva della musica e quella visiva della pittura e dei colori.

Pensate, ad esempio, che il primo tentativo di musica colorata risale al 1725, quando il gesuita Louis-Bertrand Castel presentò il "clavicembalo oculare". Tale strumento doveva avere la capacità di dipingere i suoni con i colori ad essi corrispondenti, in maniera tale, sosteneva Castel, che un sordo potesse gioire e giudicare della bellezza di una musica tramite i colori ed un cieco potesse giudicare dei colori tramite i suoni.
Lo strumento doveva funzionare come un clavicembalo tradizionale, tranne per il fatto che ad ogni nota era associato, secondo studi approfonditi dello stesso gesuita, un colore, che si doveva mostrare allorché si pigiava il tasto della nota corrispondente.

Se ci pensate distinguere i colori è uno degli aspetti piu' importanti della realta' che ci circonda. E' cosi', infatti, che attribuiamo significati e valori simbolici a cio' che vediamo...e da oggi, grazie alla musica, anche i non vedenti saranno in grado di farlo!

domenica 11 gennaio 2009

I DONI DI UN EDUCATORE


Trovo bellissima questa citazione che mi fa piacere condividere con tutti voi...



_“A Socrate offrivano - ciascuno secondo le proprie possibilità - molti doni; allora Eschide, un discepolo povero, gli disse: "Non trovo nulla da offrirti che sia degno di te e per questo solo m’accorgo di essere povero. Di conseguenza ti offro me stesso, l’unica cosa che possiedo. Questo dono, qualunque esso sia, gradiscilo, te ne prego, e considera che gli altri, pur avendoti dato molto, hanno riservato a sé molto di più”. E Socrate gli rispose: “Per quale ragione il tuo non dovrebbe essere un grande dono? A meno che tu non faccia poco conto di te stesso."_



Ecco...per me diventare educatrice significa avere tra le mani molti doni, uno diverso dall'altro, ciascuno con la propria storia e il proprio progetto di vita. Ma per ricevere questi doni è necessario, prima, consegnare noi stessi, aprirci all'altro e svelargli ciò che di più bello custodiamo in noi..."Sarà mia cura quindi restituirti a te stesso migliore di come ti ho ricevuto”.

NOI EDUCATORI


Grazie al lavoro di gruppo che stiamo facendo in metodologia ho avuto l'occasione di confrontarmi con alcune mie compagne di corso circa la nostra scelta universitaria e la nostra futura occupazione lavorativa e ciò mi ha dato lo spunto per questo post.


Fino a poco tempo fa, quando mi chiedevano che cosa sarei diventata una volta laureatami, io rispondevo, forse per una scelta di comodo, "maestra d'asilo nido".


Una risposta che ora mi fa un pò sorridere pensando, in realtà, a quante opportunità il nostro indirizzo ci può offrire...siamo EDUCATORI, abbiamo la responsabilità di "segnare" con valori educativi i progetti di cambiamento delle persone, dei gruppi, delle comunità sociali...


Un buon educatore ha un'attenzione costante alla persona e al suo sviluppo globale...


Un buon educatore ha un profondo rispetto della singolarità dei "vissuti"...


Un buon educatore è disponibile all'ascolto e alla comprensione dell'altro...


Solo educatori così formati saranno in gradi di portare un contributo originale alla soluzione dei molti problemi delle persone in difficoltà! (ad esempio attraverso la musica, lo sport, l'arte,...)


La nostra missione educativa è quella di dare spazio ed attenzione a tutti coloro che una società fondata sull'efficenza e sulla produttività vorrebbe "invisibili".

venerdì 9 gennaio 2009

MUSICA NEI LAGER: LA VOCE DELLA VITA


Dopo aver avuto l'occasione di visitare il campo di concentramento Dachau, vorrei dedicare questo post al ricordo di quanto accadde nel mondo dei Lager, in cui si cercò di togliere all'uomo non solo ogni dignità ma ogni residuo di umanità. Nell'estrema degradazione provocata dai campi di lavoro, in cui l'uomo è ridotto ad un "bruto" che non pensa e che obbedisce istintivamente ai soli bisogni primordiali, mangiare ed evitare il dolore, il voler aggrapparsi alla musica rappresenta il disperato tentativo di salvare ancora qualcosa di umano.

La testimonianza di Herbert Zipper, il compositore che durante la prigionia a Dachau creo' un'orchestra segreta e scrisse un motivo destinato a diventare l'inno di resistenza dei campi di sterminio nazisti, credo possa essere un esempio lampante di come "l'arte abbia il potere non solo di tenerti in vita, ma anche di dare un senso all'esistenza nelle circostante piu' aberranti".

La storia di Hebert ha inizio in una fredda mattina di marzo del 1938 quando la polizia austriaca lo arresta e lo spedisce a Dachau, alla periferia di Monaco. Li il comandante delle SS da' il benvenuto ai nuovi arrivati con queste parole: "Qui tutto e' proibito, anche la vita. E se talvolta essa accade, e' solo per sbaglio". Nelle baracche affollate Zipper incontra compositori viennesi e musicisti della "Filarmonica" di Monaco. Insieme decidono di non soccombere alla brutalita' del campo. Perlustrando tra i rifiuti del campo, trovano rottami di legno e metallo con cui costruiscono violini ed altri strumenti. Una dozzina in tutto. Nasce un'orchestra clandestina, da lui stesso diretta, che si riunisce tutte le domeniche pomeriggio - nel gelido tanfo di latrine abbandonate - per alleviare la sofferenza dei prigionieri del campo. Le guardie, dedite alla pausa domenicale e per piu' ubriache, non si accorgono mai di nulla.

La sua mansione quotidiana e' spingere una carriola ricolma di pietre, passando sotto il famigerato cartello: "Arbeit macht Frei", il lavoro ti rende libero. Quello slogan gli da' l'ispirazione per scrive "Canzone di Dachau", un inno liberatorio e ottimista che esorta le vittime alla resistenza ai propri carnefici. Zipper la insegnerà ad un paio di ragazzi e subito tutti e mille gli abitanti del campo la impararono a memoria. Nel giro di qualche mese la "Canzone di Dachau" viaggia da lager a lager, diventando il piu' potente e popolare inno di resistenza anti - nazista dell'Olocausto. Piu' tardi, trasferito a Buchenwald, Zipper viene accolto come un eroe dai prigionieri. Poco prima del via alla "Soluzione Finale", il padre, da Parigi, riesce a salvare in extremis il figlio dai forni crematori, sborsando un'enorme somma ai nazisti, in cambio di un visto e la promessa di non rimettere piu' piede in Austria. Inizia il suo lungo pellegrinaggio che da Manila - dov'e' di nuovo imprigionato, dai giapponesi questa volta - lo portera' negli Stati Uniti, dopo un breve "impiego" come agente segreto del generale Douglas Mac Arthur. Nominato direttore dell'Orchestra Sinfonica di Brooklyn, Zipper e' il primo, in America, a reclutare donne e afro - americani. E negli ultimi tre decenni si e' operato soprattutto per portare la musica nei ghetti piu' poveri e disperati, da Harlem a South Central.

Ora il suo epiteto recita: "Finche' c'e' la musica, c'e' anche la speranza".

mercoledì 7 gennaio 2009

L' IPOD UMANO


Salve a tutti! Il post di oggi l'ho creato dopo aver letto la storia di un bambino autistico diventato un genio della musica...ma prima di raccontarvi quant'è successo a questo ragazzino mi piacerebbe spiegarvi, nelle note introduttive, alcune delle problematiche legate all'autismo.

Il bambino autistico, tra i diversi problemi che trova nel riuscire a sviluppare le sue capacita’, ha quello di riuscire ad ascoltare e a carpire i suoni, volontariamente, e le voci di chi gli sta intorno. L’autismo, infatti, porta i bambini ad una specie di ovattamento o meglio di parziale isolamento dalla realta’, senza alcuna capacita’ di cernita dei messaggi che a loro arrivano.

L'autismo è considerato un disturbo che interessa la funzione cerebrale poichè la persona che ne è affetta mostra una marcata diminuzione dell'integrazione sociale e della comunicazione anche se, nonostante ciò, alcune persone autistiche possiedono per esempio una straordinaria capacità di calcolo matematico, sensibilità musicale o altri talenti in misura del tutto fuori dell'ordinario.

Questo è il caso di Derek Paravicini, uno dei nipoti della duchessa di Cornovaglia e moglie del principe Carlo, nato prematuro dopo sole 25 settimane di gestazione. Fin dai primi mesi di vita ha avuto gravi problemi di sviluppo. Ma a due anni, anzichè iniziare a parlare, il piccolo Derek ha cominciato a pigiare i tasti del pianoforte, riproducendo senza difficoltà canzoni per bambini. A quattro anni aveva già imparato, da solo, a suonare pezzi come "Don't cry for me Argentina".

Derek è un genio della musica ed è riuscito ad unire le sue sublimi doti al pianoforte ad una grave forma di disabilità umana...guadagnandosi il soprannome di "IPod umano"!

lunedì 29 dicembre 2008

MUSIC LEARNING THEORY


Come precedentemente promesso, ecco qui alcune informazioni sulla "Music Learning Theory" .

Si tratta di una teoria ideata da Edwin E. Gordon e fondata su quasi 50 anni di ricerche ed osservazioni. Descrive le modalità di apprendimento musicale del bambino a partire dall’età neonatale e si fonda sul presupposto che la musica si possa apprendere secondo processi analoghi a quelli con cui si apprende il linguaggio.

In Italia la "Music Learning Theory" viene insegnata e divulgata, come unica associazione autorizzata, dall’AIGAM (Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale) L’associazione svolge corsi di formazione autorizzati dal Ministero della Istruzione Pubblica e rivolti ad insegnanti di musica, educatori di asilo nido ed insegnanti della scuola dell’infanzia.

Lo scopo della "Music Learning Theory" non è dunque la crescita di un bambino musicalmente “geniale” o del musicista professionista ma, al contrario, è quello di sviluppare nelle persone la capacità di comprendere la sintassi musicale e di esprimersi musicalmente, con la voce o con uno strumento.

In particolar modo, durante i primi anni di vita, l’approccio indicato da questa teoria come adatto a favorire questo tipo di sviluppo è quello della guida informale. L’adulto, infatti, deve avere delle competenze musicali e fare da guida informale al bambino attraverso l’esempio diretto, il gioco e il movimento.

Per chi ha competenze pedagogiche, il concetto di “guida informale” richiama quello montessoriano di “educazione indiretta” ...a mio avviso una tecnica interessante per trasmettere
competenze musicali senza insegnarle in modo esplicito.

MUSICA IN CULLA


"Musica in Culla"...qualcuno ne ha già sentito parlare?!


Si tratta di un'attività che nasce con lo scopo di offrire al bambino ed ai suoi genitori un'esperienza unica da vivere insieme, attraverso la quale i bambini possono scoprire le proprie possibilità espressive sonoro-musicali, andando così ad integrarle con il naturale processo di apprendimento del linguaggio verbale.


I bambini sono immersi in un ambiente musicale ricco di stimoli e di varietà di suoni, all'interno del quale potranno sviluppare le proprie attitudini musicali e fare della musica un mezzo per esprimersi e comunicare.


Oltre ad avvicinare i piccoli al mondo sonoro, "Musica in culla" offre al bambino l'opportunità di riconoscere il proprio spazio e occuparlo in armonia con gli altri; l'opportunità di esprimersi liberamente e di acquisire le regole sociali in maniera del tutti spontanea; l'opportunità di vivere esperienze di forte socializzazione con i propri coetanei e con i loro adulti diriferimento.


Infine, ma non da ultimo, avranno l'opportunità di apprendere un linguaggio espressivo attraverso le voci e i movimenti di mamma e papà, invitati a riutilizzare anche a casa le proposte deglioperatori.


E per chi ne vuole sapere di più ... un piccolo accenno storico che sarà poi approfondito nel prossimo post..."Musica in culla" trova le sue basi nelle teorie americane della "Music Learning Theory for Childhood" di E. Gordon sviluppate dalla Dott.ssaB. Bolton.

lunedì 22 dicembre 2008

DISEGNO INFANTILE:MEZZO PER ESPRIMERSI


Come risposta al commento lasciatomi da davide, ecco qui qualche riferimento al disegno infantile come mezzo di espressione.
Innanzitutto si può dire che, anche il disegno, cosi come il gioco o il linguaggio verbale, subisce un'evoluzione nel tempo legata soprattutto alla progressiva acquisizione della sensibilità manuale. Il movimento si evolve con l'evolversi della struttura muscolare e nervosa di tutto il braccio, e questa maturazione permette un gesto più coordinato ed è proprio a questo punto che i segni grafici del piccolo assumono anche un andamento circolare.

Il bambino, infatti, dapprima sostiene con la mano un oggetto, poi lo afferra con il palmo, sucessivamente con quattro dita e soltanto con l'intervento del pollice, alla fine, permette una presa più sicura.

Tuttavia , il bambino adopera costantemente le proprie mani e, ad un certo punto, il suo gesticolare disordinato diverrà un "avvenimento", quando, quasi per caso, lascierà una traccia grafica. Il piccolo "disegna"!

La ripetizione di questi segni colorati sulla carta dà un grande piacere al bambino che, tra l'altro, sfoga così la sua esigenza pressante di movimento. Più tardi, quando i loro scarabocchi assumono significato, l'adulto tende molto spesso a intervenire con suggerimenti e offerte di aiuto.

Il mio consiglio?! Lasciare che il bambino esprima in libertà pensieri, emozioni ed esperienze: osservando le sue realizzazioni grafiche, a volte scopriremo di lui più di quanto non dica con le parole!

lunedì 15 dicembre 2008

LA SEGUIRO'...SENZA PAURA DI SBAGLIARE STRADA O DESTINO


Spero che queste parole facciano riflettere molte persone...si tratta della testimonianza di una ragazza non vedente e del significato che ha per lei la musica.

"Dalle mani di un pianista o dalle dita di un chitarrista, dalla voce di un coro o dalla performance di un solista, da una radio in un ufficio o da un impianto su un palco scenico, dallo studio pratico di uno strumento o dal sogno di un violinista, dal rumore delle onde del mare o dalla carezza del vento sul viso. Non so come trovare altre parole o forse non so come smettere di trovarle solo per descrivere da cosa viene la mia passione per questa arte. Non la ritengo egoisticamente superiore ad altre arti ma per il mio cuore è quanto di più bello possa esistere in questo mondo. Mi basta pensare al mio passato e ricordare che ogni momento triste è andato via con la musica o con un fatto legato strettamente ad essa. Quando non trovavo risposte alle mie domande mi perdevo nella melodia di una canzone e tutto diventava chiaro. Ho passato tantissimi momenti indimenticabili grazie alla musica. Non mi ritengo una musicista perché non lo sono e non potrei dire di esserlo. Tutto ciò che posso dire con sicurezza estrema è che la musica è in me e io la seguirò sempre ed ovunque essa mi voglia portare senza paura di sbagliare strada o destino. Sembrano parole di un pazzo? Una volta una persona saggia mi ha detto: “Tutte le persone che dentro di se sentono la spinta verso un’arte saranno giudicati pazzi dal resto del mondo.” Ora posso dire che quella persona non aveva tutti i torti perché ho visto con i miei occhi la normalità degli artisti che è poi l’anormalità per chiunque non si senta parte di loro. "
Questa testimonianza mi ha colpito molto, soprattutto perchè mi ha fatto riflettere sull'unicità di ogni persona così come la musica: c'è chi ascolta il rap, chi il jazz o chi, semplicemente il rumore della pioggia...ma ogni suono produce sensazioni e sentimenti diversi in ciascuno di noi!
Per questa ragazza, ad esempio, la musica è diventata la bussola della sua vita...

venerdì 12 dicembre 2008

ERO UN BAMBINO SOLDATO


Non sono rimasta indifferente dopo aver letto la storia di Ishmael, ragazzo di 12 anni costretto ad armarsi e a combattere contro i ribelli della Sierra Leone.


Il racconto di una vita fatta di strade e sentieri coperti da cadaveri mutilati, dove a parlare erano solo le armi...non un sorriso, non una carezza, non un solo sguardo,...


Solo i miscugli di droghe rendevano questi ragazzi pieni di energie e fieri di loro stessi, l'idea della morta non li sfiorava nemmeno e uccidere era ormai diventato facile come bere un bicchiere d'acqua. Non avevano tempo per restare soli o per pensare...uccidere, uccidere, e ancora uccidere...questa era l'unica realtà possibile!


Ma la salvezza di Ishmael avviene nel momento in cui egli è accolto in un centro di recupero per i bambini soldato, dove si affezionerà, in particolar modo, ad un'infermiera di nome Esther.


Ci sono voluti parecchi mesi, dice Ishmael, "per non veder più scorrere sangue anzichè acqua dal rubinetto", "riuscire a dormire senza l'aiuto di medicinali", e soprattutto "imparare ad obbedire ai civili (infermieri) quando, fino a pochi giorni prima, avevo il potere di decidere le loro vite".


Esther regalerà a Ishmael un walkman e una cassetta di Bob Marley insieme ad un quaderno e una penna per poterci scrivere i testi delle canzoni.


E sarà, proprio a partire da questo momento, che Ishmael comincerà a cantare le strofe delle canzoni, memorizzarne i testi,... lasciandosi poco tempo per pensare a quello che era successo...


Può definirsi tutto questo "musicoterapia"?!


Forse in parte... a me piacerebbe parlare di più del "potere della musica" che non ha cancellato il senso di colpa di Ishmael ma ne ha alleggerito il peso dei ricordi e gli ha dato la forza di pensare ad altro, a quella parte meravigliosa della vita che non aveva mai conosciuto: il bene.

mercoledì 10 dicembre 2008

MUSICAINFASCE


Oggi vorrei presentarvi un paticolare corso, chiamato "Musicainfasce" rivolto a bambini da 0 a 36 mesi, suddivisi per fasce d'età.


Quest'iniziativa può essere condotta da educatrici negli asili nido e dev'essere svolta in un´atmosfera informale che permette ai bambini di esprimere in modo spontaneo e naturale le loro risposte agli stimoli musicali.


In questo contesto viene data particolare importanza anche alla presenza di un accompagnatore adulto, che avrá l´occasione di imparare attivitá musicali che col tempo potranno costituire un importante repertorio di gioco da rivivere con il bambino a casa.


Considerando come i primi tre anni di vita del bambino costituiscano un periodo fondamentale per lo sviluppo della sua attitudine musicale, queta tipologia di corso è stata concepita al solo scopo di far vivere al bambino un´esperienza che lo porterá ad arricchire con la musica il proprio patrimonio espressivo.
Sicuramete queta tecnica non è la sola ...secondo voi quali altri strumenti potrebbero essere adottatti in un'ottica di potenziamento dell'espressività infantile?

martedì 9 dicembre 2008

AD OGNI COSA...LA SUA RAGION D'ESSERE


In questi giorni mi è capitato di leggere un articolo interessante che trattava di musicoterapia per soggetti ospedalizzati.


Per prima cosa si rifletteva sul fatto che il musicoterapeuta deve scegliere quale tipo di esperienza musicale usare rispetto agli obiettivi del processo terapeutico e alle necessità dell' utente. Di seguito erano riportati poi, diversi tipi di esperienze con i loro potenziali effetti sul paziente;ve ne riporto alcuni:


• Le esperienze esecutive sono più indicate per quegi utenti che necessitano di sviluppare le abilità sensomotorie. Per esempio se durante un incontro di musicoterapia lavoriamo sul canto, possiamo aiutare quelle persone che hanno difficoltà nel parlare favorendo il miglioramento dell’articolazione


• Suonare gli strumenti può aiutare gli utenti con disabilità fisiche per sviluppare la coordinazione motoria. Il suonare gli strumenti abbinato alla lettura della notazione (non necessariamente in forma tradizionale sul pentagramma) può aiutare i bambini con disabilità dell’apprendimento a sviluppare l’integrazione uditiva- motoria o visivo-motoria. Con bambini con disturbi della sfera emozionale, il suonare gli strumenti in gruppo può essere usato per superare problemi comportamentali o per controllare l’impulsività. Gli strumenti possono anche aiutare gli individui con ritardo mentale a comprendere meglio il mondo degli oggetti.


Ho voluto inserire questo post per farvi capire come ogni cosa, per quanto possa essere considerata superficiale,debba avere il suo perchè,una sua ragion d'essere affichè diventi un' esperienza che infonda speranza e coraggio mentre riconferma, al tempo stesso, la bellezza della vita.

Così, anche una terapia improntata sulla musica e sull'ascolto di suoni dev'essere strutturata in modo tale da rispettare i bisogni e le caratteristiche degli utenti e, non da ultimo, definire gli obiettivi che s'intendono raggiungere con questo tipo di approccio.

venerdì 5 dicembre 2008

MUSICA AL SUPERMERCATO


Sono stata incuriosita da queta ricerca, condotta all'interno di un supermercato americano, il cui scopo era quello di indagare se la musica influenzasse la quantità dei nostri acquisti.

Per un periodo di nove settimane hanno osservato cosa succedeva mentre veniva diffusa musica orecchiabile e con ritmi lenti o svelti.

Ebbene, nei giorni con la musica lenta, gli incassi risultavano del 38% superiori.

Come si spiega ciò? La ricerca ha dimostrato che gli acquirenti si muovevano più adagio tra i vari scaffali quando il ritmo trasmesso era moderato e avevano quindi più tempo per vedere e prendere un maggior numero di pezzi. Il bello è che, quando all'uscita dal supermercato veniva chiesto loro se c'era o non c'era musica, il 33% si dimostrava incerto e il 25% rispondeva con un "no" deciso.

Sorprendente non vi pare?!

mercoledì 3 dicembre 2008

QUANDO LA MUSICA SUPERA I CONFINI


Sono rimasta affascinata da questo libro...un'ulteriore testimonianza di come la musica possa far rivivere le persone.

Il protagonista è Gabriele, un bambino autistico e ipovedente ma con una grande propensione per la musica. Le sue qualità musicali, come racconta l'insegnante del bambino, sono tali che renderebbero felice qualsiasi professore di pianoforte: senso ritmico spiccato, orecchio assoluto, sensibilità armonica, capacità di riprodurre sulla tastiera melodie e piccoli pezzi, interesse, curiosità, memoria musicale.

Nel libro viene descritto il "miracolo" operato dalla musica su questo bambino ma, anche, gli sforzi e la pazienza dell’autrice per trovare degli schemi didattici alternativi in grado di superare l’handicap fisico di Gabriele (aggravato dalla scarsa capacità visiva).
Accanto al grande e innato talento del protagonista si è rivelato fondamentale il supporto dei genitori del bambino e di una famiglia estremamente unita e sensibile che mostra tutto l’amore e la devozione per questo piccolo genio. Una storia, questa, meritatamente a lieto fine; gli sforzi dell’autrice, dei genitori e di tutti coloro che hanno creduto in Gabriele sono stati premiati con l’ammissione del bambino all’Istituto Musicale Pareggiato di Pavia.

Consiglio a tutti voi la lettura di questo libro stupendo e attendo vostri commenti!

mercoledì 26 novembre 2008

IL RAP?MUSICA PER NEONATI


Per chi crede ancora nel mito delle note di Mozart come miglior antistress per i neonati...si sbaglia!E' quanto emerso nella terza edizione della ‘Settimana del suono’ tenutasi a Parigi, dove la musicoterapeuta Edith Lecourt ha sostenuto che la musica di Mozart non ha un effetto migliore della musica di Schubert o di qualsiasi altro compositore.

Il RAP, invece, più di tutto, rilassa alcuni neonati, in generale però tutta la musica va bene, basta che sia di qualità!
I bimbi, infatti, ne colgono l’originalità e comprendono, a modo loro, i testi delle canzoni.

Per gli esperti, dunque, una cosa è certa: la musica ha un’influenza positiva sui bambini. Tutta e fin dai primi giorni di vita.

Addirittura una ricerca pubblicata nel 2005 da ‘Psicological Science’ dimostrava che i bambini che vanno a lezioni di musica sviluppano una maggiore intelligenza. Le note stimolerebbero quindi l’intelligenza e la socialità, indurrebbero la calma, favorirebbero il benessere e…avrebbero un effetto molto rilassante!

martedì 25 novembre 2008

EDUCATORI MUSICALI


Essendo in un corso per educatori e trattando, nel mio blog, di musicoterapia mi sembrava particolarmente interessante mostrarvi anche alcune iniziative proposte per acquisire metodologie e tecniche musicali per la disabilità, favorendo il sostegno e l'integrazione scolastica e sociale di persone con disabilità fisica, sensoriale, cognitiva e relazionale.

Nasce con questi importanti obiettivi il nuovo corso triennale promosso dal Conservatorio Pollini di Padova - Istituto di Alta Formazione Artistica e Musicale.

Questa preziosa iniziativa intende preparare alla professione di educatore musicale, una figura che includa tra le proprie competenze specifiche un'attenzione particolare alle didattiche musicali speciali e che sia in grado di inserirsi efficacemente in tutti quei contesti nei quali necessiti la presenza di un educatore in grado di coniugare gli obiettivi didattici e formativi curricolari, con le necessità specifiche di persone con disabilità, o a rischio di disagio sociale.

Che ne pensate?!